Skip to Content

DIARIO / STALKER

Giovedì 18 marzo è partito situa.to/Your city. Un primo momento nel quale finalmente ci siamo incontrati in aula e non più via mail, skype o sms. Per introdurre quello che sarà il percorso di studio e indagine che caratterizzerà i mesi a venire. Il primo approccio all’indagine sulla città abbiamo visto L'uomo con la macchina da presa (1929) di Dziga Vertov. Per tutta la giornata abbiamo guardato, parlato e provato a capire i percorsi da seguire da oggi all’estate iniziando a leggere le mappe ma anche le micro notizie dei quartieri torinesi, abbiamo citato alcuni volumi e ricerche, insomma abbiamo tentato di capire come e dove muoversi, noi con i 30 traceurs di situa.to. Così è passata la giornata, dalle 10 alle 18. Non è mancata una pausa, sparsi tra pizzerie e bar intorno a Strada del Fortino.

19 marzo 2010 La giornata è stata dedicata agli strumenti tecnici che aiutano a leggere il tessuto urbano e i suoi cambiamenti sociali. La mattina, l’incontro con la cartografia di Urban Center e il pomeriggio, il racconto delle strategie di sviluppo della città per mezzo del primo e del secondo piano strategico, monitorati dall’associazione Torino Internazionale. Tra i dubbi di alcuni traceurs sull’eccessivo tecnicismo delle conversazioni e l’interesse per le meccaniche che guidano le evoluzioni di una città, la giornata si è conclusa con l’appuntamento di lunedì con Stalker/Osservatorio Nomade.

Mercoledì 24 marzo prima parte della deriva urbana con Stalker / Osservatorio nomade. Traceurs, curatori e tutor si sono ritrovati alle 8 di mattina in corso San Maurizio per prendere il bus numero 30 che li avrebbe portati a Chieri, partenza del percorso; punto di arrivo: Parco Michelotti, ex zoo di Torino.
Durante la mattinata situa.to ha camminato nelle vie di Chieri fino ad arrivare all’ Osservatorio Astronomico di Pino Torinese verso l’una del pomeriggio per incotrare due guardiaparco del Parco della collina torinese. Da lì è iniziato il percorso collinare imboccato provando a ripercorrere la via Francigena, una via di grande comunicazione che ha riallacciato i rapporti e gli scambi tra il nord e il sud dell’Europa dopo l’isolamento causato dalla caduta dell’Impero Romano (www.archeogat.it).
Siamo poi arrivati alla strada Cento Croci partendo dal pilone votivo legato a una leggenda che narra di un brigante che per ogni passante derubato segnava una croce sul pilone.
Situa.to ha percorso sentieri giĂ  battuti e non, costeggiato muri e attraversato ruscelli per scollinare a Madonna del Pilone e arrivare poi a Parco Michelotti. Una doverosa e meritata sosta per ricontarsi e riprendersi tra le panchine della Casa della giraffa e quella della tigre.

foto di Antonio La Grotta

From:
1 year 45 weeks ago