CIT TURIN / CENISIA

Si lascia il nome e il numero di telefono. Perché non si sa con precisione a che ora partirà il pullman. Ma si conosce il giorno della partenza. L’orario dipende da quello di arrivo dal Marocco. Si viene avvisati con una telefonata e ci si reca alla fermata. Si può trasportare tutto, e ogni cosa ha il suo prezzo.
C’è anche un tariffario che avverte sul costo del trasporto della lavatrice, del frigorifero o della cucina.
Al terminal degli autobus extraurbani di Corso Vittorio Emanuele c’è un gran movimento. E poi lunghi momenti di attesa quasi immobile.
Sul marciapiede si accatastano ogni giorno valigie e viaggiatori. Un rimescolio di persone, oggetti.
Ci sono biglietterie e servizi ristoro, aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, utilizzati anche dai funzionari del tribunale di fronte. Però è impossibile trovare bagni pubblici, non ci sono ripari, né sedute adeguate.
Nel caldo pomeriggio di giugno, dietro alle biglietterie, sorseggiavano tè alla menta attendendo il bus. Vicino a chi parte, c’è chi arriva e cerca di capire dove andare o dove è meglio fermarsi ad aspettare chi lo verrà a prendere.







