COLLEGNO

Una scia di biciclette lunga, ma lunga davvero.
Stanno attraversando il Valentino.
Gente nuda, gente vestita, bambini, nonni, sportivi e bersaglieri in pensione. Ma ancora con le
fanfare spiegate, a cavallo di una Bianchi d’anteguerra.
“Anche Lei al manicomio?”
No, ma... perché no!
Seguo una pista ciclabile, mi allontano dalla città , c.so Sommeiller, c.so Francia…
“Guarda! Un’astronave! Una vera Leumann classe 1875”
Poi torno indietro, devio, c.so Marche.
Svolto, devio di nuovo, costeggio il Campo volo, macchine, traffico, inquinamento, ma se spingo piĂą forte i pedali, mi sembra di sentirlo, il volo.
Ed eccomi arrivato, non mi ricordo dove volessi andare
ma davanti a me c’è un grande parco verde, mi dicono è la Certosa.
“Scusi, dove siamo?”
“Al Manicomio”
Diverse strutture sono sparse all’interno del parco.
Mi avvicino, sono vuote.
C’è gente intorno ma nessuno le attraversa.
“E il manicomio?”
“Quale manicomio?”
Sembra non ci sia, o forse l’hanno scordato.
“Lei la vuole sapere la verità ? I pazzi non esistono”.







