PARELLA

“È l’umore di chi guarda che dà alla città la sua forma.†Me ne ricordai mentre camminavo lungo i bordi del quartiere tracciati dall’arbitraria convenzione. Grandi arterie viarie a flusso discontinuo descrivono l’era della modernità in decadenza, epoca in cui la grande industria cede il passo ai tempi dei processi, tempi di una nuova invenzione del quotidiano. A Parella, bagnata dalle acque della Dora e sorvolata da velivoli talvolta impegnati in strampalati e arditi esercizi di volo, resiste un forte quanto mai attuale passato agropastorale. L’occhio se ne meraviglia. Bealere, cascine, campi coltivati a mais e foraggio disegnati minuziosamente, colorano il paesaggio ridondante delle abitazioni. Gli alveari dell’intimità , ben organizzati e strutturati, sono spesso accompagnati da pittoreschi giardini o cortili per lo più destinati a roseti. All’orizzonte si scorgono le montagne, punti cardinali dell’evasione. Da Parella non si torna indifferenti. I suoi ossimori spaesanti riecheggiano nei miei sensi e nella mia mente. Registri dimensionali antropici differenti convivono con soluzione di continuità . Torno con ricordi ben distinti: i giostrai, la torre dell’acqua di corso Bernardino Telesio, i roseti, le industrie e i capannoni, gli orti urbani, la Dora e i suoi canali, il cemento, i pellegrini della via francigena, le sue due piazze per il mercato, il profumo dell’erba, l’irrespirabile aria carica di smog, i parchetti di gesso per bimbi e animali domestici, persone provenienti da altri paesi, le villette e le case popolari, un campo nomadi. Quando si arriva a Parella, quartiere al limite, si è accolti dalla vertigine. Il disegno urbano, preordinato e funzionale alimenta se stesso. Tale potere, che ora dicono benigno ora maligno, inganna chi Parella la abita.
In una carta del 1762 (Carta dei distretti delle Regie Caccie, Archivio di Stato di Torino) si possono leggere i nomi della cascina Il Parella e della cascina La Pellarina, oggi passati ad indicare rispettivamente l’intero quartiere e l’area del Parco Carrara.







